alla scoperta dei sentieri tra Lussello, Villadeati e Odalengo Piccolo
Ci sono boschi che attraversi per raggiungere una destinazione e altri nei quali vale la pena perdersi, almeno un po’.
Quelli che circondano Lussello, frazione di Villadeati, e si estendono verso Odalengo Piccolo e Alfiano Natta, appartengono alla seconda categoria. Qui la mountain bike diventa un modo per esplorare un territorio fatto di salite impegnative, discese veloci, passaggi tecnici e antichi segni lasciati dall’uomo.
È proprio da questi luoghi che nasce questa serie di articoli: una raccolta di trail e sentieri nei boschi del Monferrato, per condividere percorsi, scoperte e angoli di territorio che meritano di essere conosciuti.
Pedalare tra querce, castagni e antiche vigne
Il bello di questi boschi non è soltanto ciò che si trova sotto le ruote.
Pedalando tra querce, castagni e robinie, capita di imbattersi in tracce di un passato in cui queste colline avevano un aspetto molto diverso da quello attuale. Intere zone erano destinate alla coltivazione della vite e, osservando con attenzione, si possono ancora riconoscere terrazzamenti e vecchi manufatti legati alla vita agricola e alla vinificazione.
Sono dettagli che spesso passano inosservati quando si attraversa un sentiero velocemente. Eppure raccontano una storia: quella di un territorio modellato dal lavoro dell’uomo e, con il tempo, riconquistato in parte dal bosco.
Oggi questi luoghi offrono un ambiente ideale per chi ama la mountain bike e cerca qualcosa di più di una semplice pedalata. Ci sono tratti in cui lasciar scorrere la bici, salite che richiedono gambe e determinazione e discese nelle quali servono attenzione, tecnica e sensibilità.
Il punto di partenza di questa esplorazione è Lussello, da cui cominceremo a seguire i sentieri che si inoltrano tra le colline.
Primo trail: partire senza una meta precisa
Per il primo giro non avevo programmato un itinerario preciso. Ho preferito lasciarmi guidare dai sentieri, improvvisando man mano che pedalavo e scegliendo la direzione strada facendo.
A volte è proprio così che si scoprono i percorsi più interessanti: senza inseguire una traccia prestabilita, ma seguendo la curiosità e la voglia di vedere dove porta il prossimo bivio.
Il giro comincia con una lunga discesa tra i castagni, veloce e divertente, immersa nel bosco. Poi il terreno cambia carattere e arriva un tratto più tecnico, con un paio di curve strette e una pendenza che mette alla prova la capacità di gestire la bici.
Qui un bel nose press avrebbe fatto comodo! Ma per ora ci si arrangia con quello che si sa fare, cercando la traiettoria giusta e affrontando la discesa con la dovuta attenzione.
Il percorso prosegue con un paio di salite, necessarie per riprendere quota e tornare sotto la torre del telegrafo.
Non è stato un giro studiato a tavolino, e forse è proprio questo il suo bello: una piccola esplorazione, fatta di tratti veloci, passaggi impegnativi e quella sensazione di libertà che solo i sentieri nel bosco sanno regalare.
Sentieri sistemati e nuove possibilità per pedalare
Una piacevole sorpresa è stata trovare i sentieri in condizioni generalmente buone.
Negli ultimi tempi, quelli che ho percorso e che racconto in questa serie sono stati sistemati. Non so chi ci sia dietro questo lavoro, ma è giusto riconoscere il valore di chi si impegna per mantenere vivi i sentieri e renderli nuovamente percorribili.
Durante il giro ho incontrato soltanto un paio di alberi caduti, superabili senza particolari difficoltà. Naturalmente, le condizioni dei percorsi possono cambiare con il maltempo, il passare delle stagioni e la caduta di nuovi rami o alberi.
Prima di affrontare questi trail è quindi sempre consigliabile prestare attenzione al fondo, verificare le condizioni sul posto e scegliere un’andatura adatta alle proprie capacità.
La vita del bosco: incontri da non dare per scontati
Questi boschi non sono soltanto un terreno di gioco per chi pedala. Sono anche l’habitat di numerose specie animali.
Con un po’ di fortuna si possono incontrare scoiattoli e caprioli. Occorre invece prestare attenzione alla possibile presenza dei cinghiali, soprattutto nei tratti più isolati e con scarsa visibilità.
E poi ci sono gli incontri più rari, quelli che trasformano una semplice uscita in un ricordo speciale: il picchio nero, con il suo richiamo inconfondibile, o persino il lupo.
Non è detto che si riesca a vedere qualcosa a ogni uscita. Anzi, è proprio questo a rendere speciali certi incontri. Il bosco ha i suoi tempi e i suoi abitanti non sono lì per farsi osservare.
Pedalare in questi luoghi significa anche imparare a condividere gli spazi, rispettando la fauna, evitando rumori inutili e lasciando l’ambiente così come lo si è trovato.
Una traccia GPX per esplorare il territorio
In fondo a questa pagina troverai il file GPX relativo alla mia esplorazione.
È importante chiarire una cosa: non si tratta di un itinerario ufficiale da seguire dall’inizio alla fine, ma di una traccia che raccoglie e mette in evidenza i trail che conosco in questo territorio.
L’obiettivo è costruire, uscita dopo uscita, una sorta di archivio dei sentieri nei boschi tra Lussello, Villadeati, Odalengo Piccolo e Alfiano Natta. Una mappa in continua evoluzione, che possa aiutare a conoscere meglio questa zona e a individuare nuovi collegamenti tra i percorsi.
Alcuni trail saranno veloci e scorrevoli, altri più tecnici, altri ancora potranno riservare sorprese. Ogni uscita aggiungerà un nuovo tassello a questa esplorazione.
La traccia GPX va quindi interpretata come uno strumento di orientamento e di scoperta, non come una garanzia sulle condizioni attuali dei sentieri o sulla loro percorribilità in ogni stagione.
Un progetto che cresce pedalata dopo pedalata
Questo è soltanto il primo capitolo di un lavoro che vorrei portare avanti nel tempo: raccogliere i sentieri che conosco, documentarli attraverso i video di MMTB e raccontare un territorio che, anche a pochi passi da casa, può ancora sorprendere.
Non sempre serve raggiungere montagne lontane per trovare una discesa divertente o un luogo capace di lasciare il segno. A volte basta imboccare un sentiero poco conosciuto, lasciarsi alle spalle il rumore della strada e seguire la traccia che si perde tra gli alberi.
E se, lungo il percorso, capita di fermarsi per osservare un vecchio terrazzamento, ascoltare il bosco o cercare di capire dove conduca un sentiero secondario, tanto meglio.
Perché la mountain bike non è soltanto arrivare in fondo a una discesa. È anche tutto quello che si scopre lungo la strada.
Ci vediamo sui sentieri del Monferrato.
